Come trasferire le competenze ai collaboratori

L’attività è avviata, l’esperienza si sta solidificando garantendovi una certa stabilità, la vostra strategia guarda con soddisfazione a quanto è stato realizzato e punta a nuovi successi per il futuro. Ma l’azienda è cresciuta e c’è bisogno di aiuto da parte del team. In altre parole: siete davanti alla necessità di formare i vostri collaboratori per trasferire anche a loro le competenze che avete sviluppato e che vi hanno permesso di raggiungere i risultati attuali. Da dove partire? Procediamo per step.

Pianificare il futuro

Sono tre le domande che dovreste porvi prima di passare attivamente a un piano per il trasferimento delle competenze ai vostri collaboratori. Nell’ottica di agire con efficacia, infatti, sarà necessario avere molto chiari tre punti: cosa si vuole dire, cosa si vuole che i collaboratori capiscano e inseriscano nel proprio bagaglio. 

Un suggerimento per aiutarvi in questa fase è di selezionare l’argomento oggetto della formazione e identificare il cuore, ciò che si vuole davvero trasferire. Potreste poi appuntare, in una sorta di brainstorming, tutte le idee che vi vengono in mente, nel panorama delle quali, in seguito, scegliere le più importanti da inserire nella formazione.

Prepararsi

A questo punto, chiarite le idee su ciò che volete trasferire ai vostri collaboratori, sarà necessario passare al secondo step. È infatti giunto il momento di prepararsi. Come? Anche in questo caso è bene procedere per passi successivi. Il suggerimento è quello di rileggere innanzitutto quel che si è scritto. Sarà poi molto utile provare a esporlo una prima volta, magari registrandosi in video oppure anche solo con un audio. Sarà possibile, a quel punto, che vogliate inserire delle modifiche a passaggi sui quali non siete convinti. Passata questa fase, potreste ulteriormente rafforzare il vostro discorso confrontandovi con esperti del settore. Il tutto, sempre esercitandovi nell’esposizione, per arrivare preparati e sicuri al momento concreto della formazione.

Sintetizzare e semplificare

Non è certo un processo immediato: focalizzare il tema centrale della formazione che proporrete ai vostri dipendenti e collaboratori è un esercizio che prevede attenzione e successivi aggiustamenti per risultare performante al massimo. Il vostro scopo è infatti quello di trasferire delle competenze che avete acquisito nel tempo a chi lavora con voi. La legge numero uno sarà dunque quella di semplificare. Dovrete fare in modo che quanto comunicato, cioè le direttive che riguardano il tema specifico, siano chiare, precise e dirette, per non creare fraintendimenti. Ricordate sempre inoltre la legge di Pareto 80/20: una persona riesce a ricordare al massimo il 20% di ciò che gli è stato insegnato.

Questione di atteggiamento

Una gran parte del vostro lavoro in ambito formazione dipenderà dal vostro atteggiamento. Ecco alcuni suggerimenti su come mostrarsi nell’affiancamento al team durante il trasferimento di competenze. Cercate innanzitutto di essere oggettivi e non soggettivi, questo comporterà serietà: la simpatia del team non va conquistata esponendosi con il rischio di dare un’immagine troppo leggera e scanzonata di sé. Lo scopo della formazione è infatti quello di sostenere i collaboratori e affiancarli, trasmettendo innanzitutto fermezza e rispetto. Nell’obiettivo di far crescere il personale, il formatore dovrà diventare un esempio da emulare in virtù delle sue competenze e rendere i collaboratori di volta in volta e a seconda delle circostanze dipendenti, indipendenti, ma soprattutto interdipendenti.

Un esempio pratico

Come iniziare? Vediamo insieme un esempio pratico di come potrebbe essere articolata la giornata di formazione e trasferimento delle competenze al personale. Innanzitutto, andrà illustrato lo svolgimento della giornata formativa. Si parte dalla teoria, ma attenzione a non eccedere: al massimo potete dedicare a questa parte un’ora. Segue poi la pratica, una parte centrale, dove i collaboratori e dipendenti andranno presi per mano e guidati con esempi concreti. Per risultare chiari e farsi comprendere da tutti, il consiglio è quello di adeguarsi al pubblico, utilizzando il suo linguaggio e gli esempi in cui si riconosce e identifica. Nessuno nasce imparato: come accade in tutti i procedimenti evolutivi la persona ha bisogno di tempo e allenamento per riuscire in qualsiasi impresa. Sarà quindi necessario valorizzare i risultati e dimenticare gli errori: non mancheranno le occasioni per ricordare ai collaboratori quel che hanno sbagliato, ma l’atteggiamento guida dovrà mettere al centro l’allenamento come motore di sviluppo di tutte le vittorie.